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giovedì 27 ottobre 2016

Ghost Rider II - Plutoniano potere dell'estetica

Potrebbe essere un luogo comune, quando si parla di Ghost Rider, dire che egli attiri principalmente per il suo aspetto inconfondibile: ormai si vedono teschi in fiamme nei tatuaggi, nei videogiochi (sì, mi riferisco a Doom), nelle icone di programmi per PC, nella street art, ma tutte queste immagini, consapevolmente o meno, derivano da Ghost Rider; che naturalmente a sua volta deriverà da altre tradizioni, perché nulla si crea, nulla si distrugge, e tutto si trasforma.
La creazione del centauro infernale risale agli anni '70, un periodo nel quale, dopo il blocco posto dalla censura nel decennio precedente, che impediva l'uso di contenuti troppo forti nei fumetti, bloccando di fatto la produzione orrorifica, la possibilità di dare vita a personaggi più maturi dei supereroi convenzionali porta alla nascita di un vero e proprio filone horror all'interno di casa Marvel, cui appartengono le serie Tomb of Dracula, Werewolf by Night, The Living Mummy, e, appunto, Ghost Rider, che rappresenta il sottogenere demoniaco all'interno di questo filone, prima che si aggiungesse alle legioni Marvel un altro personaggio, Daimon Hellstrom il Figlio di Satana, spesso avversario o alleato di Ghost.
Ghost Rider- La strada per la dannazione #2
anche qui Clayton Crain.

La paternità del personaggio, dibattuta fra Gary Friedrich e Roy Thomas, verte intorno all'idea di un motociclista con il casco a forma di teschio, cui il disegnatore Mike Ploog propose di aggiungere il fuoco. Il nome Ghost Rider venne ripreso da un personaggio Marvel titolare di una serie western del decennio precedente e durata pochi numeri; il primo Ghost Rider, che si chiamava Carter Slade, era un cowboy fantasma su un cavallo fantasma, e venne successivamente ribattezzato Phantom Rider, per distinguerlo dai personaggi con la testa in fiamma venuti dopo di lui, e anche se un personaggio col nome di Carter Slade e un teschio infuocato compare nel film "Ghost Rider", si tratta solo di una citazione.
Inizialmente, Johnny Blaze guida una moto normale; ben presto infonde il fuoco infernale nella sua moto (in un primo momento, crea addirittura una moto, fatta interamente di fuoco, dal nulla), e la scia infuocata sulla strada, traccia dal grande impatto drammatico del suo passaggio, entra a far parte della sua iconografia. In questa serie, inoltre, veste una semplice tuta da motociclista. Negli anni '90, come già detto nell'altro post, il nuovo Ghost Rider Daniel Ketch indossa il tipico chiodo da biker/rocker, completo di borchie sulla spalle, attorno ai polsi e alla cintura, jeans grigi, stivali e la sua iconica catena. Questo Ghost sta al passo coi tempi, risponde al fenomeno della diffusione della cultura Heavy Metal, e per alcuni versi la rappresenta nell'universo Marvel. Proprio per la popolarità di questo aspetto, anche più caratteristico rispetto a quello del primo Ghost, quando Johnny Blaze torna in sella come spirito della vendetta eredita questo abbigliamento, di tanto in tanto arricchito o reso più essenziale. La cultura Metal non è più una novità, quanto un dato di fatto che si è stabilizzato, e Ghost continuerà a essere legato ad essa; forse è anche per questo che, negli ultimi anni, è stato quasi abbandonato, ridotto a miniserie o comparsate. Ed è comunque l'unico, fra gli esponenti del filone horror, ad essere rimasto noto al grande pubblico, dato che i vari vampiri, licantropi e mummie sopra citati non hanno una storia su di loro dagli anni Duemila.

Dire cosa attira dell'aspetto di Ghost Rider non è difficile. Capire cosa significhi è tutt'altra questione.
Ghost Rider (era l'argomento accennato all'inizio del primo post, e su cui non sono tornato perché stavo ormai raccontando la sua storia) mette in discussione le basi dell'estetica convenzionale delle storie sui supereroi, e cioè che l'eroe deve avere un aspetto eroico, tale da farlo risaltare contro i suoi nemici ed ispirare fiducia in chi lo sostiene. L'eroe può anche avere un aspetto oscuro, come Batman o Wolverine, riflesso di un carattere e di una storia problematici, ma questo non li rende mostruosi, il loro aspetto non supera il confine.

Prima pagina dello speciale Ghost Rider - Shadowland
Ecco, non ci avevo fatto caso, ma anche questo
l'ha illustrato Clayton Crain.
Ghost scavalca il confine e corre dall'altra parte per fargli le linguacce (o meglio, lo farebbe se avesse la lingua). È esattamente ciò che fin dal primo impatto si collega al male, il teschio, l'idea della morte; le stesse fiamme, che in altro contesto potrebbero essere viste positivamente, insieme a quel teschio non possono che presagire pericolo e violenza, giusto un secondo prima di pensare all'inferno e alla dannazione eterna. Quando vedi l'oscurità dei suoi abiti, le catene intorno al suo corpo e la scia di fuoco dietro di lui, non sono che una conferma, è come se già li avessi visti: come se avessi un'idea inconscia di come apparirebbe la punizione, l'ira divina, di che aspetto avrebbe l'Inferno se venisse a reclamare un peccatore sulla Terra, e quell'aspetto si stesse presentando a te proprio com'era nella tua mente. Ed è una cosa visivamente così intensa e assoluta, così perfetta, una così riuscita riproduzione di un'idea che avevamo in mente anche senza accorgercene, che non ti interessa altro che guardarlo, senza dovergli assegnare parti, senza interesse nel sapere se indicherà come colpevole te o chi sta accanto a te.
Collegandolo ai concetti che hai in mente sei convinto, come lo fui io la prima volta, che sia un mostro malvagio, venuto per trascinare nel tormento qualche povero miserabile.
Se però dovessi sapere che questo emissario, questo simbolo vivente, sta dalla parte dei buoni e combatte, sfoderando tutta la sua potenza e la sua violenza, contro i cattivi, ebbene, questo ti farebbe piacere. E questo pone un problema: perché è bello che Ghost Rider sia buono?
Finché non avrò trovato una spiegazione migliore, la mia risposta sarà che, con alcune eccezioni, che in questo periodo vicino ad Halloween non sembrano neanche poche, i mostri piacciono. Per il potere che detengono, per l'unicità che hanno, per il perfetto rapporto di identità tra forma e sostanza, tra l'aspetto e l'identità, che c'è in alcuni di loro, gli uomini anelano a loro, a quel potere e a quella purezza. Generalmente, però, quelle forze sono il nemico: i mostri sono quasi sempre avversari di eroi e di buoni, che devono imporre sé stessi e i loro valori contro quelli dei mostri, vuoi perché questi ultimi sono legati a qualcosa di antico e da svecchiare, vuoi perché i primi sono impegnati in una ricerca che va osteggiata, e la l'oggetto della ricerca, forse per impedire il compimento di un bene, o forse perché l'eroe, giunto in possesso di questa cosa, devierebbe verso il male, è protetto o comunque controllato dai mostri.
Bozza per il film Ghost Rider: Spirito di Vendetta
Ghost Rider significa, a partire da un certo punto della sua storia editoriale, far diventare eroe uno di quei mostri, pensare come lui mentre svolge il suo ruolo verso gli umani: ruolo che consiste nell'usare loro violenza, nel bruciare le loro anime, e talvolta, in base a vari fattori (in primis chi è l'autore delle storie), nell'ucciderli. Dal punto di vista visivo, quello che comporta è che il potere e la purezza del mostro stanno dalla parte dei buoni, tra i quali spicca questo personaggio, con un aspetto inconfondibile e grande identità tra ciò che lui sembra, un emissario infernale, e ciò che lui è.
A far sì che lui sia un eroe, oltre che un giudice che comprende in sé la giuria e il boia, è ciò che ha dentro di sé, vale a dire un essere umano dal vissuto complesso, alle prese con tragedie personali, che si relaziona con la sua condizione di agente infernale con paura, autocommiserazione, e nel caso del Johnny Blaze degli anni 2000, con autentico odio nei propri confronti, indifferenza in quelli degli altri, ma nessuna voglia di morire. Mentre il primo Johnny Blaze è una figura positiva, eccezion fatta per aver stretto un patto col diavolo, sia pure per salvare suo padre, quello che compare nella serie scritta da Daniel Way e Jason Aaron (Ghost Rider vol 6, nel primo post la cito spesso, è la prima che ho letto) ha vissuto la morte della moglie e dei figli, oltre ad essere stato all'Inferno, ed è un personaggio urtante, sicuro di sé come lo è chi ha il potere di sconfiggere qualunque nemico, ma sempre in bilico tra l'autodistruzione e l'adempimento di una causa. La forza per la quale sceglie sempre la seconda opzione è stata l'argomento del primo post.
Quello che intendo dire qui, invece, è che una natura del genere è davvero adatta a coesistere con quella del Ghost Rider, al quale corrisponde in maniera più felice rispetto a qualunque anonimo bravo ragazzo che debba tenere a freno la bestia. Si potrebbe dire che altri ospiti umani di Ghost Rider siano come zelanti custodi di un vecchio cane aggressivo, mentre Johnny Blaze è il custode che è invecchiato col cane e che per tenerlo non fa nemmeno tanto sforzo. In questa maniera, Ghost Rider può essere protagonista delle sue storie, perché dentro di lui si consuma un dramma umano, eroe, perché l'uomo opera delle scelte e impone la propria individualità (anche sul diavolo stesso e su numerose forze sovrannaturali), e buono, perché sceglie di proteggere gli innocenti (cosa che è anche in accordo con la natura del Ghost Rider, il cui unico interesse è punire i colpevoli).

Nonostante tutto questo discorso, Ghost Rider funziona estremamente bene anche in un altro contesto. Un ruolo che non è quello per cui nasce (vale la pena ricordarlo: lui nasce come protagonista della propria testata), ma è quello per cui l'avevo immaginato la prima volta, e nel quale si trova in due delle sue storie che preferisco: in queste due storie non è né il protagonista né l'antagonista, ma è la forza che col suo agire, e con le sue pause tra un'azione e l'altra, funge da motore di tutta la storia, di cui è causa e anche soluzione.
Una è Pista di Lacrime, l'altra è nella serie Ultimates.
Ghost Rider: Trail of Tears (2007) è una miniserie realizzata dall'accoppiata vincente Garth Ennis e Clayton Crain (proprio lui!), autori di quella "Road to Damnation" (2006) frequentemente citata qui, perché tanto lo scrittore quanto l'illustratore sono estremamente oscuri nella loro arte (anche se Ennis non presenta un Johnny Blaze analizzato bene quanto lo sono i personaggi secondari), e il successo della prima miniserie portò alla realizzazione di un'altra. Questa storia, però, non riguarda Johnny Blaze o i Ghost dei giorni nostri. Ambientata alla fine della Guerra di Secessione, segue la storia di un ex soldato, Travis Parham, salvato dopo una battaglia da Caleb, uno schiavo che con il lavoro è riuscito a pagare per affrancare sé e la moglie; rimessosi in sesto grazie alla famiglia, Travis parte per trovarsi una nuova vita, ma quando ritorna, scopre che Caleb, sua moglie e i loro due figli sono morti e la loro casa bruciata. In cerca dei colpevoli per poter vendicare la famiglia del suo amico, Travis si rende conto di come tutte le persone implicate siano state brutalmente uccise (perché impiccare un uomo con gli arti tirati da quattro corde e i genitali asportati è decisamente brutale), e la banda di criminali responsabile di tutto, una volta raggiunta da Travis, viene anch'essa sterminata da un misterioso cavaliere nero che manipola catene magiche e genera fuoco dagli occhi. Il finale della storia è un crescere di orrore dove regnano la crudeltà e non c'è spazio per la giustizia, solo per la vendetta.

Nella serie Ultimate Comics: Avengers (vale a dire una formazione di vendicatori dell'universo alternativo Ultimate Marvel, in cui i personaggi compaiono in chiave più moderna), la seconda delle miniserie che costituiscono la storia, intitolata felicemente "Delitto e castigo", vede una neonata formazione costituita dal Punitore, Occhio di Falco, Warmachine e due personaggi che rimpiazzano Vedova Nera e Hulk alle prese con un misterioso supercriminale che uccide alcuni degli uomini più ricchi della nazione, ritrovati mutilati o carbonizzati. Quando i Vendicatori hanno il primo faccia a faccia con il nemico, egli appare come un motociclista con il teschio infuocato che resiste ai loro colpi, risponde con gli interessi, e uccide il riccone che erano stati inviati a proteggere.
Grazie all'aiuto di un medium i Vendicatori apprendono di chi si tratti: il Johnny Blaze dell'universo Ultimate è un uomo che, durante il suo viaggio in moto con la fidanzata Roxanne, è stato ucciso insieme a lei da una setta di satanisti, per compiere un rituale che li potesse rendere uomini di successo. Mephisto, il diavolo, dà però a Johnny la possibilità di ritorcere il patto contro di loro, stringendone uno con lui: in cambio della sua anima, e di vent'anni di addestramento all'Inferno, lui potrà tornare a vendicarsi dei suoi carnefici, e Roxanne, con la mente ripulita di ogni ricordo di lui, resuscita e può vivere una vita normale con un marito e dei figli. Un'origine diversa da quella classica, e che richiama alla mente storie come "Il Corvo" di James O'Barr, ma in cui non manca una cosa, la volontà di Johnny Blaze di fare qualcosa per cambiare la situazione, la sua disposizione a sopportare un grande dolore per il bene di qualcun altro, e naturalmente, il desiderio di vendicarsi.
Il punto chiave della storia è nell'ultimo atto, quando Robert Blackthorne, ultimo rimasto e capo originale dei membri della banda, che grazie al rituale è diventato vicepresidente degli Stati Uniti, cede a Mephisto la sua anima per avere lo stesso potere di Johnny, dando vita a uno spettacolare scontro fra Ghost Rider in cui i Vendicatori possono ben poco.

In entrambe le storie, dunque, Ghost Rider è al centro della trama, che però è vista dal punto di vista di un altro -Travis Parham e i Vendicatori, in particolare il Punitore, su cui la storia si focalizza maggiormente- per cui non si vede "dall'interno", ma esternamente, e il suo agire appare ancora meno umano, ancora più mostruoso. Nelle scene in cui non si è a conoscenza dell'uomo che guida la vendetta, Ghost Rider sembra davvero l'agente di una volontà divina senza freni e senza sentimenti. E questo lo fa funzionare bene come mostro, probabilmente anche meglio, a scapito però dell'eroismo (che non si perde però del tutto, considerando la tragica scelta e il sacrificio che compie per Roxanne e per la propria vendetta nell'universo Ultimate).

Grazie a questa dialettica che, tra bruciature e crepitii di fuoco infernale, non è certo stabile ma certamente unica, Ghost Rider è forse il primo personaggio del fumetto, se non della funzione, a racchiudere insieme archetipi lontani come l'eroismo umano e la mostruosità divina: il sacrificio eroico, la vendetta assolutistica, una volontà divina di giustizia e retribuzione cui non ci si può sottrarre (perché nelle storie di Aaron è così, il fuoco di Ghost è l'ira di Dio), la capacità di plasmare il proprio destino senza mai completamente arrendersi al fato e l'arcano terrore verso il castigo che presagiamo ogni volta che facciamo qualcosa di sbagliato, sono tutti presenti in lui, legati dal suo aspetto archetipico ed eterno come l'inferno e la paura, come il paradiso e il sublime, e celebrati dalla danza sinistra del fuoco infernale che arde intorno al suo teschio, privo di carne, pieno di anima.
"Ti sembro lo spirito della misericordia?"
Da Pista di Lacrime 

giovedì 6 ottobre 2016

Ghost Rider I - Chi è Ghost Rider?

Premessa: un post su questo argomento era in programma da quando il blog è nato, e l'ho semplicemente rinviato in attesa del momento adatto. La nuova stagione della serie Agents of S.H.I.E.L.D. incentrata su un Ghost Rider è il momento adatto. Il materiale su cui riflettere è comunque tanto, così ho deciso di dividerlo in due parti, se non tre. I post su Ghost Rider non saranno uno dietro l'altro, ma inframezzati da altri.

Una decina d'anni fa davano, su Italia 1 la domenica mattina, gli episodi della serie a cartoni animati de "L'incredibile Hulk", che seguivo, quando possibile, con grande entusiasmo.
Un giorno vidi un episodio contenente il cameo di un personaggio Marvel che non avevo mai visto, e che, diversi anni dopo, mi avrebbe cambiato la vita: la scena mostrava un'autostrada in cui, improvvisamente, faceva la sua comparsa un motociclista con un teschio circondato dalle fiamme e una scia di fuoco a segnare il suo passaggio. Rick Jones, il giovane amico di Hulk, spettatore di questa apparizione, esclamava dopo averla vista passare «Quell'essere è certamente venuto fuori dall'Inferno!».
Sì, questa fu la prima volta che vidi un Ghost Rider.
Non dico che mi spaventai, perché quando mi spaventavo cambiavo canale...però rimasi stupito. Che cosa spaventosa era quella che avevo appena visto? Non era come le altre, sia pur mostruose, creature che combattevano Hulk o l'Uomo Ragno, aveva un elemento estraneo, qualcosa che trasmetteva un desiderio narrativo diverso da quello all'origine degli altri supereroi. Quel personaggio non era legato alla scienza o alla fantascienza come gli altri, ma a qualcos'altro. E soprattutto, non condivideva le stesse idee che stanno a monte dell'eroismo, fatto di bellezza o comunque possanza tali da esprimere sicurezza. Questo faceva paura e basta. Teschio uguale morte, nero uguale male, e il fuoco su un motociclista può accompagnare solo. Infatti pensavo fosse un cattivo.
Quando poi, nel 2007, uscì il film "Ghost Rider" con Nicolas Cage, rividi nelle pubblicità quel personaggio, e mi sembrò una grandissima contraddizione: perché aveva un film dedicato a sé, in cui era il protagonista, come gli altri eroi Marvel che debuttavano al cinema in quegli anni, quando in realtà lui era...ebbene, che cos'era? Ero quasi sicuro che fosse un villain, un personaggio diabolico che compariva ogni tanto per seminare il terrore come aveva fatto con me. Non ne avevo conferme, certo; ma quando scoprii che era addirittura l'eroe, molte delle mie certezze vennero messe in discussione.
Ghost Rider - La strada per la dannazione #1 (2005)
cover di Clayton Crain

È stato circa tre o quattro anni dopo che, grazie a Internet e a una crescente curiosità sull'universo Marvel Comics, ho potuto approfondire la conoscenza di Ghost Rider e scoprire che è uno dei buoni, comparso in molti fumetti e con una vita editoriale delle più infelici. E infine, nel 2011, sono entrato in fumetteria, ho detto "vorrei leggere qualcosa di Ghost Rider", e sono tornato a casa col primo fumetto di supereroi che abbia mai comprato, il primo di una collezione che è ancora in corso e che occupa una discreta porzione della mia libreria.
Adesso posso rispondere alla domanda iniziale: cos'è quella cosa spaventosa?
Quella cosa spaventosa è Ghost Rider, ed è una delle cose più singolari che siano mai accadute nella storia del fumetto.
Ghost Rider è la creazione, sempre a livello fumettistico, che meglio comprende gli elementi che cerco in una creatura/storia incentrata su una creatura ideata dall'uomo. A un livello che non so neanche se riterrei possibile, se non l'avessi visto.
Ghost Rider è uno dei personaggi più potenti dell'universo Marvel, uno di quelli dal vissuto peggiore, e non lo sa quasi nessuno.
La prima apparizione di Ghost Rider,
su Marvel Spotlight nel 1972

La storia si trova narrata nel dettaglio in tanti siti di fumetti (molti dei quali in realtà non vanno molto oltre le origini), e viene accennata praticamente in quasi tutte le sue storie, molte delle quali cominciano con lui o qualcun altro che la racconta, un po' come se gli autori immaginassero che ogni volta ci fossero nuovi lettori ad affacciarsi su questo personaggio senza conoscerlo. Il che non è molto lontano dal vero.
In breve, Johnny Blaze, motociclista e stuntman orfano dei propri genitori naturali e della madre adottiva, vende l'anima al diavolo per ottenere la guarigione dal cancro del padre adottivo, e quando questi, inconsapevole di essere guarito, muore nell'acrobazia in moto che aveva allestito per andarsene con dignità (un salto al di sopra di una fila di limousine, poi affrontata con successo da Johnny) il diavolo si ripresenta per reclamare quell'anima; Roxanne, figlia dei suoi genitori adottivi cui Johnny è legato sentimentalmente, irrompe in quel momento scacciando il diavolo con la purezza della dichiarazione del proprio amore per Johnny, ma il maligno, prima di sparire, lega Johnny a un'entità sovrannaturale che, da quella notte in poi, lo trasformerà in Ghost Rider. Le prime storie vedranno i tentativi del diavolo di ottenere l'anima di Johnny attraverso i suoi emissari, mentre, più avanti, Ghost Rider si configura come una sorta di cacciatore di taglie per conto dell'Inferno.
I dettagli di questa storia sono cambiati più volte attraverso il lavoro di molti scrittori, alcuni bravi, altri meno: per esempio, la prima versione identifica il diavolo come Satana, ma con l'evolversi dell'universo Marvel i personaggi infernali aumentano, e così il nemico di Ghost diviene Mephisto, antagonista anche di Silver Surfer e Daredevil. Allo stesso modo, anche l'entità cui è legato Johnny cambia a seconda delle storie: tradizionalmente è un demone di nome Zarathos, un potentissimo divoratore di anime controllato da Mephisto, che in diverse storie si manifesta come antagonista di Ghost Rider.

Cosa attira di Ghost Rider? Uno scheletro in fiamme che guida una moto? Questo basta per apprezzare la sua prima incarnazione, quella comparsa nella serie a fumetti durata dal 1975 al 1981, terminante con Johnny che riesce a liberarsi dalla maledizione e a sposare Roxanne.
Poi ci sono il giubbotto di cuoio, le borchie, le catene, il look Heavy Metal: questi si aggiungono all'aspetto di Ghost a partire dal 1993, quando il fumetto viene  rilanciato e il protagonista è Daniel Ketch, un ragazzo in fuga da malviventi che trova in un cimitero una moto, con un medaglione in cui è contenuto un nuovo essere sovrannaturale che lo trasforma nel secondo Ghost Rider. In questo periodo viene ampliato il mondo di questo personaggio, con nuovi nemici e un complesso antefatto, e cambia il suo ruolo: la trasformazione avviene quando una persona innocente nelle vicinanze viene ferita o uccisa da qualcuno, e il ruolo di Ghost è quello di vendicarla. Ghost Rider è lo Spirito della Vendetta, e il suo potere principale è lo Sguardo di Penitenza: afferrata la vittima, essa viene costretta a guardare nelle vuote orbite del teschio avvolto dalle fiamme, e attraverso quelle fiamme sperimenta su di se tutto il male che ha fatto alle altre persone, ogni dolore, ogni peccato. Lo Sguardo non è mortale (con qualche eccezione), ma lascia un segno che non potrà mai essere dimenticato sull'anima dei malvagi, distruggendo la loro psiche e stravolgendo la loro vita.
Ghost Rider- Daniel Ketch
La creatura che si unisce a Daniel, si scoprirà, è lo spirito di Noble Kale, un puritano vissuto nel XVII secolo che, come Johnny, è stato maledetto e trasformato dalle potenze infernali nel primo Ghost Rider. A sua volta questa maledizione comporta un'eredità che pesa su Daniel, su Johnny Blaze, che compare in questa serie fin dai primi numeri e scopre più avanti di essere il FRATELLO maggiore di Daniel, e su un altro interessante antieroe, Michael Badilino alias Vengeance, nemesi di Ghost Rider. Vengeance ha catene fatte di ossa, costole protundenti attraverso il giubbotto e lunghe zanne sul teschio infuocato, nasce in seguito a un patto con Mephisto finalizzato a ottenere vendetta proprio contro il Ghost Rider, e dopo diversi scontri cruenti ne diviene alleato, un po' come Venom per l'Uomo Ragno.
Questa serie dura 93 numeri e resta priva di conclusione dal 1998 al 2007, quando viene scritto il 94esimo e ultimo numero. Seguono altre due miniserie in cui il Rider torna ad essere Johnny, che viene poi trascinato all'Inferno e ci rimane alcuni anni (da segnalare il fatto che non viene raccontato il come, se non in dei flashback diversi anni dopo, sicché abbiamo una miniserie in cui è in giro sulla terra bel bello e la miniserie dopo in cui lo ritroviamo là). Una di queste, La strada per la dannazione, è una delle migliori storie di Ghost Rider, affidata a un grande autore del fumetto, Garth Ennis, e a Clayton Crain, mago dell'illustrazione digitale dallo stile oscuro. Infine, riprende una nuova serie nel 2007, più o meno in concomitanza col film, e in questa Johnny acquisisce l'aspetto moderno con cui è attualmente conosciuto, con le catene, le borchie e i poteri di Daniel, incluso lo Sguardo. La nuova serie è la prima che abbia letto, e l'unica che abbia letto per intero. In questi 35 numeri, contemporaneamente ai quali è uscita un'altra interessante miniserie ambientata alla fine della Guerra di Secessione, Johnny si libera dall'Inferno e affronta una sorta di guerra personale contro Lucifero, evaso insieme a lui, nel ciclo di Daniel Way, durante i quali si assiste a una totale reinvenzione della sua mitologia: qui l'anima di Johnny è stata segretamente legata dall'angelo malvagio Zadkiel a uno Spirito della Vendetta, un genere di angelo estremamente potente creato da Dio per punire i malvagi sulla terra e vendicare gli innocenti. Johnny intraprende così una nuova corsa per la vendetta contro il Paradiso, nella quale è osteggiato e poi aiutato anche da Daniel (con spettacolari sequenze che mostrano due Ghost Rider insieme). 
Ghost Rider - L'ultima battaglia, che giunge al termine di una lunga saga, e che è, appunto,
la prima storia di Ghost Rider che ho letto.
All New Ghost Rider
Finita questa, la vita editoriale di Ghost Rider ha ripreso ad andare avanti a sorti alterne, qualche serie che non arriva neanche a dieci numeri, qualche comparsa su altre testate, squadre occasionali con altri antieroi oscuri. I nomi più importanti sono quelli di Alejandra Jones, una ragazza del Nicaragua che viene legata a Zarathos (sì, la storia di Zadkiel se l'erano dimenticata) finché Johnny non recupera i suoi poteri, e Robbie Reyes, il protagonista di All New Ghost Rider. Robbie è un ragazzo delle strade di Los Angeles, alle prese con bulli, criminali e un fratello disabile, che una notte si ritrova in mezzo a una sparatoria con una macchina rubata, e viene ucciso. Anche la sua anima si lega a quella di qualcun altro, e Robbie rinasce con il potere di trasformarsi in un essere con il teschio di metallo e una macchina sovrannaturale. A differenza degli altri, Robbie non è legato a un demone o a un angelo, ma all'anima di un uomo, un serial killer satanista che si scoprirà essere il suo stesso zio.
E se non ci scherzo sopra è solo per non allungare troppo il post, ma fate come se lo stessi facendo.
Ora, fra tutte queste incarnazioni, quella che è stata scelta per il Marvel Comics Universe, l'universo condiviso da tutti i film e le serie TV dei Marvel Studios, è proprio quest'ultima. Robbie Reyes è comparso fin dal primo episodio della quarta stagione della serie Agents Of S.H.I.E.L.D., prendendo, per ora, direi pure per sempre, il posto di Johnny Blaze come Ghost Rider ufficiale dell'universo cinematografico, di Ghost che incontrerà altri personaggi, di Ghost noto al grande pubblico che si approccerà a lui con questa serie (che è comunque migliore dei due film con Nicolas Cage, di cui, forse, parlerò un'altra volta). Pensavo di dedicare questo post a come, nonostante le differenze, l'idea di Ghost Rider, il suo potere nel nostro immaginario, sia forte in tutte le sue incarnazioni, ma raccontare la storia, in preparazione di altri discorsi, richiede già molto spazio.

Quando mi sono approcciato a Ghost Rider, l'ho fatto perché ero incuriosito dal contrasto fra il suo aspetto inquietante -non solo perché mostruoso, ma anche perché esso denota espressamente violenza e pericolosità- e il suo essere, almeno sulla carta, un eroe. Adesso ho conosciuto la sua storia, e se non fosse per come essa si è legata a me, non potrei parlare di lui come del mio eroe preferito.
La storia di Johnny Blaze è la storia di un uomo che compie uno sbaglio capitale per fare quello che ritiene bene, che ne paga le sofferenze, e che si trova ad affrontare l'Orrore nelle sue manifestazioni peggiori, fra demoni, assassini e catastrofi mistiche, con riluttanza e disprezzo, senza tuttavia ritirarsi. Le prime storie lo mostrano giovane e pieno di vita, come gli altri eroi Marvel, ma il Johnny Blaze con cui sono cresciuto io è un uomo maturo: dopo aver perso la famiglia adottiva e aver affrontato l'Inferno in più occasioni, è riuscito a formarne una nuova e a vivere senza la maledizione, e non è mai rimasto, ciononostante, libero da essa: nel momento in cui scopre che c'è un nuovo Ghost Rider in circolazione (Daniel Ketch), molla tutto per andarlo a cercare e uccidere, e quando comprende che il nuovo Ghost è uno spirito di giustizia, resta con lui per accompagnarlo e guidarlo; fino alla morte di sua moglie e dei suoi figli, avvenuta per mano di uno dei suoi nemici, fino a venire imprigionato all'Inferno, ad uscirne e a ricominciare ad affrontare il male sulla terra. Com'è l'interno di un uomo con questo vissuto?
Ghost Rider, La strada per la dannazione #6, Clayton Crain
Parliamo di un uomo rotto, che ha perso, è senza l'anima, ha costruito cose per vederle cedere, e dalla sua ha un potere...un potere? Il potere in questione è una presenza non umana che lo agita dall'interno, si scatena appena percepisce segni di peccato, che per scatenarsi dà fuoco alla carne del suo ospite ed esegue, attraverso il suo corpo, atroci castighi sui colpevoli. Un potere che è stato creato per vendicare il male già fatto, non pensato per prevenirlo. Ebbene, questo è un uomo che ha dentro di sé un buco nero che lo risucchia, ma che, nonostante ciò, sceglie, mai senza aver prima protestato e tentato di ribellarsi, di fare la cosa giusta. Che potrebbe ritirarsi, vuole ritirarsi, e talvolta lo fa; ma anche quando lo fa, torna sempre indietro per fare quello che deve. E non si tratta solo di forza di volontà o di abnegazione -semmai, a muovere Johnny Blaze è la vendetta-, per compiere una decisione Johnny deve imporla sia a se stesso che al Ghost Rider. L'oscuro fuoco interiore che dà il potere di sconfiggere qualunque avversario, ma che con la sua oscurità minaccia anche il suo stesso braciere.
E alla fine di ogni storia, anche se i nemici sono cenere, gli impuri sono stati castigati e il sangue innocente è stato vendicato (cenere e sangue sono i mattoni e la calce di Ghost Rider), la maledizione non è spezzata e il bisogno non è estinto, perché il male, il peccatore, continua a correre sulla sua moto infernale. E per quanto gli siano state portate via l'anima e la vita, la sua identità gli appartiene ancora.

"Sono Johnny Blaze. Ghost. Lo spirito della vendetta. E vendetta sarà fatta."